venerdì 2 maggio 2008

Sgarbi, Travaglio, Santoro e Grillo




Vittorio Sgarbi è un personaggio ambiguo. Quando parla di arte, è eccelso. A suo tempo, ero piccolino ma non ho perso una puntata di Sgarbi Quotidiani. Ma quando non parla di arte, ed esce fuori dal "suo" seminato, diventa un imbecille. Ieri, ad Annozero, la sua performance è stata semplicemente vergognosa, e direi molto più vergognosa delle solite sue apparizioni pubbliche in cui sbraita come una iena, e risulta alla fine anche involontariamente comico e simpatico: molto più vergognosa perchè parlando di politica (che dovrebbe essere il suo secondo campo) ha dimostrato di non avere altri argomenti se non quelli della prevaricazione e dell'offesa gratuita ai suoi avversari. In due ore di trasmissione non ho sentito niente, da Sgarbi, che non fosse turpiloquio fine a se stesso: testa di cazzo, pezzo di merda, dici idiozie, dici stronzate. Su questioni fondamentali come la libertà di informazione, Sgarbi è convinto che Biagi non sia stato cacciato. Sul tema del cancro e dell'ecologia, Sgarbi è convinto che i termovalorizzatori facciano bene. E su tante altre cose, Sgarbi non ha detto nulla di costruttivo e intelligente: ha solo fatto turpiloquio puro, e ha difeso le sue posizioni insostenibili esclusivamente dicendo parolacce e interrompendo con irripetibili epiteti gli altri partecipanti.

Ora io mi chiedo: a che pro invitare in una trasmissione seria un personaggio che di serio non ha proprio più niente, in una trasmissione di dibattito uno che non sa dibattere? Caspita il tema era molto interessante, si parlava della libertà di informazione. Siamo al 79° posto nel mondo, ma Sgarbi risponde che siamo in democrazia. Stupidi noi che non ce ne eravamo accorti.

Dall'altra parte, sono risaltati come non mai l'aplomb, la sicurezza nell'argomentazione, la serietà professionale (e direi anche umana: chiunque di noi al suo posto si sarebbe alzato dalla sedia per schiaffeggiare il suo vicino) di Marco Travaglio. Come dire, se ce ne fosse ancora bisogno di rendersene conto.

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