sabato 26 aprile 2008

Libertà di informazione

Diceva George Orwell "La vera liberta' di stampa e' dire alla gente cio' che la gente non vorrebbe sentirsi dire". Orwell era ottimista. Oggi "La vera liberta' di stampa e' dire alla gente cio' che i partiti non vorrebbero che si sapesse".

Ovviamente per trovare qualcosa di decente sul V2-Day ho avuto necessità di spegnere la televisione (una volta per tutte?) dove davano solo fiction e trasmissioni idiote, e cercare su Youtube. Fatelo anche voi. Non mi interessano i numeri della manifestazione (quelli della Polizia sono sempre i più affidabili!), non mi interessa la presenza di Al-Jazeera, della BBC, della CNN.

Quello che mi interessa è sottolineare che finalmente tanti italiani (ma ancora troppo pochi!) stanno comprendendo che la dicotomia destra-sinistra è il meccanismo con cui la politica profitta dei cittadini, è il meccanismo con cui si realizza la spartizione spaziotemporale del potere, e che la vera dicotomia in Italia è tra chi crede ancora che esista una democrazia, e chi non ci crede più.

Ieri è stata l'ultima occasione per togliere le televisioni ed i giornali dalle mani dei partiti, in particolare da quelli di destra, che sono al governo. E' stata l'ultima occasione non solo per noi cittadini, ma anche per il Partito Democratico, che è all'opposizione. Purtroppo il PD spera di poter ancora trarre qualche giovamento dalla situazione attuale dell'informazione. Io credo invece che da oggi Berlusconi riuscirà a fare il buono ed il cattivo tempo molto più che in passato, in virtù della sua larghissima maggioranza, e il PD farà una opposizione faticosissima, oppure semplicemente sparirà, in quanto sparirà dalle televisioni se non per quei motivi che il governo di destra riterrà opportuni.

Miei amici che imparano a fare i giornalisti hanno tutti avuto un assaggio di cosa voglia dire scrivere di politica su un qualsiasi giornale: aderire alla posizione ufficiale, oppure essere ammoniti al primo sgarro ed espulsi al secondo. E mi dispiace che non abbiano colto l'ultimo appello per contrastare questo barbaro sistema che controlla ciò che il popolo sa e ciò che il popolo non sa, modificando le opinioni e lavando il cervello.

Questo elenco del 2006 è impressionante: Italia e Botswana si spartiscono il 79° posto al mondo per la libertà di stampa. Sotto ed intorno a noi ci sono solo i paesi del terzo mondo e i regimi dittatoriali. Per come stanno le cose, non ci vuole nulla a sprofondare tra questi ultimi. La dittatura si insinua proprio nel momento in cui al cittadino cominciano ad essere nascosti dei fatti, e travisati degli altri.

E mi dispiace che il PD non abbia afferrato al volo questa ultima occasione.

2 commenti:

Mad&Pago ha detto...

Credo che l'informazione in Italia sia sufficientemente libera, sta a noi riuscire a fare una sintesi tra le varie coloriture che le diverse testate danno ad una notizia. Chiaro che Manifesto e Libero danno informazioni "di parte"... l'operazione non è facile, ma quantomeno ci rimane la libertà di decidere a chi credere, di indignarci se non siamo d'accordo, di sbugiardare le faziosità eccessive e di escludere gli eccessi. Anche testate che appartengono allo stesso editore manifestano spesso posizioni differenti, con diverse sfumature di asservimento/libertà (il tg5 non è il tg4)... Non bisogna fermarsi alla prima campana, ma questo secondo me vale in Italia come nel resto del mondo.

framaulo ha detto...

Caro Mad&Pago, io non penso che il problema sia "il commento" o la "coloritura" che i diversi giornali danno alle notizie. Il problema sta nel fatto che alcune notizie scompaiono ed altre notizie compaiono magicamente. Per farti un esempio, se io dovessi chiederti:
1) Cos'è il lodo Maccanico-Schifani?
2) A quanto ammonta la tua quota personale di debito pubblico?
3) Quante volte è stato arrestato Gianni Alemanno?
Se la stampa non fosse politicizzata, dovresti sapere a memoria le risposte. Invece questi fatti spariscono dai giornali e dalle televisioni italiani, e la cosa più triste è che spesso possiamo leggerle semplicemente acquistando Le Figaro, il Time o Die Bild. Cioè per sapere i fatti di casa nostra, dobbiamo rivolgerci al vicino. Mi sembra palesemente assurdo. Cordialmente