mercoledì 30 aprile 2008

Dichiarazione dei redditi, il garante della Privacy cade dalle nuvole, la stampa non perde occasione di affossare Beppe Grillo

Oggi abbiamo assistito all'ennesima italianata lasciataci in eredità dal governo di Prodi (Romano, ti voglio bene, ma è così). Sul sito dell'Agenzia delle Entrate, come normalmente appare la Madonna ai miracolati, sono magicamente apparse le dichiarazioni dei redditi del 2005 di tutti i cittadini italiani. E non si è trattato di un errore, o di una svista. In ogni caso il tutto è durato poco più di qualche ora: già alle 17.02 il sito, oltre che essere andato in tilt, è stato chiuso in quanto il garante della Privacy (avendolo appreso dall'Ansa come tutti noi miseri mortali) ha detto giustamente "e che è 'sta porcheria?? Almeno potevate avvisarci!" Giustamente perchè (aggiungo io) questo è il Paese in cui ti lasciano libero di non comparire sull'elenco telefonico, ma ti costringono a far sapere a tutti quanto guadagni (pardon, quanto dichiari, il che spesso è diverso).

Cito da sostenibile.blogosfere.it perchè mi piace proprio: "non si capisce insomma perché chi la legge la rispetta, debba vedere sbandierata ai quattro venti la propria vita economica e lavorativa, in un Paese in cui la Corte di Cassazione ha invece appena sancito il divieto per i media di pubblicare le celeberrime "fotografie raffiguranti Berlusconi con alcune ospiti femminili riprese nel parco della sua villa in Sardegna, nell'estate del 2007".

Fin qui l'italianata è globale. Ma forse ciò che mi ha colpito di più è stata la rapidissima reazione a catena innescata da Beppe Grillo: in un post immediato, si è scagliato senza mezzi termini sulla scelta dell'Agenzia delle Entrate, sottolineando soprattutto la pericolosità sociale dell'esporre coram populo le dichiarazioni dei redditi. E io mi permetto sottovoce di essere d'accordo. Quello che mi ha lasciato realmente perplesso è:
1) la reazione di alcuni lettori del blog di Grillo, che sono rimasti scandalizzati dal fatto che il comico nel 2005 ha dichiarato più di 4 milioni di euro (ma dove vivete, sulla luna?)
2) la reazione della stampa online, che normalmente ignora del tutto quel blog finchè proprio non ne può fare a meno, e che nell'arco di pochissime ore ha costruito articoli come questo (Corriere.it), oppure questo (LaStampa.it) volti a rimarcare pesantemente il disaccordo tra alcuni lettori del blog e lo stesso Grillo. E' una reazione da una parte ridicola (fa sorridere!), dall'altra ripugnante, perchè una volta finito il sorriso viene fuori tutto il rancore che la stampa ufficiale tiene in serbo per beppegrillo.it.

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