sabato 17 gennaio 2009

Cristiano Di Pietro indagato

La notizia ufficiale è che Cristiano Di Pietro, il figlio di Tonino, risulta essere indagato per corruzione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio (pare che abbia raccomandato, via telefono, dei validi professionisti) nell'ambito dell'inchiesta sugli "appalti Global Service" dalla Procura di Napoli.

La parolona "indagato" è stata elevata a vessillo sulle prime pagine di tutti i soliti giornali leccaculo della destra. La tesi da dimostrare è che in politica fanno tutti schifo, senza distinzione. E' una feccia totale e nessuno si deve risparmiare, anche chi predica bene. Va da sè che gli altri, oltre a razzolare male, predichino anche male. Ma questo non scandalizza nessuno più ormai.

Ma attenzione. I processi non si fanno sui giornali: si fanno nelle Aule dei Tribunali. Cristiano Di Pietro è indagato, e quindi? Indagato come, per esempio, Italo Bocchino. E come centinaia di migliaia di persone. E ancora sempre migliore, da un punto di vista morale, rispetto a tutti quei condannati in via definitiva (per reati molto più gravi, non una raccomandazione di validi professionisti) che sembra siedano in Parlamento a legiferare. Ed è scandaloso questo lupo che grida all'agnello "vedi, facciamo tutti schifo, sia io che te". Tra l'altro Cristiano si è già autoespulso dal partito. C'è gente che nei partiti invece trova asilo politico quando comincia ad avere guai con la giustizia.

Senza sapere, questi signori, che questa aggressione segna punti a favore dell'IDV: se quando un esponente IDV viene indagato si genera tutta questa babilonia mediatica, significa che è un evento. Una data storica. Si tratta di un'eccezione, non della regola. Se viene indagato Bocchino, nessuno ci fa caso. Ma la gente è attenta a queste sottigliezze. Trovo a questo punto molto simpatico il commento di Marco Travaglio (fonte: voglioscendere.ilcannocchiale):

Strano che un giornalista serio come Riccardo Barenghi parli di “Nemesi per Di Pietro” a proposito del figlio indagato; e àuguri all’ex pm di “uscire personalmente pulito”; e concluda che “così fan tutti”, ma “sarà più difficile a Di Pietro tuonare contro il malaffare”. Forse gli è sfuggito che Di Pietro non è indagato né sospettato di nulla, dunque non deve uscire pulito da niente.

Quanto alla Nemesi, forse dimentica che nel 1994-’98 Di Pietro fu indagato decine di volte dalla celebre Procura di Brescia per corruzione, concussione e abuso, nonché perquisito 64 volte in un giorno, poi fu sempre prosciolto dal Gip perchè le indagini non stavano in piedi. Al confronto l’ultima campagna è acqua fresca. Pure allora si parlava di Nemesi. I ladri brandivano grimaldelli e piedi di porco in segno di vittoria. Poi dovettero rassegnarsi: il malfattore che li aveva colti con le mani nel sacco non aveva fatto niente.

Ora si ricomincia. Sulla nave da crociera che porta i pellegrini craxiani sulla tomba del noto latitante, si brinda. Enzo Carra, falso testimone pregiudicato, azzarda paragoni tra sé e Di Pietro, che purtroppo è solo un testimone incensurato. Paolo Pillitteri, il cognato di Craxi che faceva il sindaco di Milano, riceveva le mazzette da Mario Chiesa “in una busta nascosta in un giornale” e s’è beccato 4 anni per corruzione, parla di “legge del contrappasso” perchè “Di Pietro predica bene e razzola male” e ricorda le parole di San Bettino: “La ruota gira”. Sono soddisfazioni.

Arsenio Lupin si consola perché han multato il figlio del giudice per divieto di sosta.

E infine trovo apprezzabile e corretto, come al solito, il comportamento di Tonino (La Repubblica) che non inventa complotti e toghe rosse alla maniera di tanti:
Ho chiesto alla Procura di indagare senza alcun riguardo per nessuno perché non deve esservi, e non vogliamo che ci sia, alcuna riserva nei confronti di parenti o esponenti di partito. Ho chiesto che si indaghi su tutti i fatti, compresi quelli che riguardano mio figlio. Abbiamo interesse che ci sia un´indagine perché si possano differenziare comportamenti corretti da quelli scorretti, altrimenti si fa di tutta un´erba un fascio.

4 commenti:

Theli ha detto...

Fra, continua così! =)

Framaulo ha detto...

Grazie Theli :)

gianvitorutigliano ha detto...

a validi professionisti. se fossero stati brocchi sì che ci sarebbero stati problemi.
la storia delle raccomandazioni, lo ricordo benissimo, era alla base dei reati contestati a sandra lonardo. mastella la difese dicendo "così fan tutte" e travaglio lo fulminò, giustamente, via l'unità.
non mi piace affatto come si sta comportando travaglio.
non mi piace affatto come alcuni giornali sprizzino gioia per la notizia delle indagini.
mi piace abbastanza la serenità di di pietro. ma non ha più titolo per chiedere qualcosa alle procure. quindi ognuno faccia il suo.
ma io non sento di poter difendere cristiano di pietro e tutti i cristiano di pietro della terra, se non per un'ovvia speranza di un processo non drogato.
ma se avesse voluto fare il gesto eclatante si sarebbe dovuto dimettere da consigliere, non dal partito. per quanto mi riguarda poteva serenamente rimanere al suo posto.

Framaulo ha detto...

Ma infatti, non si tratta di fare il processo a Cristiano: di quello se ne occupa chi di dovere. Tra l'altro non abbiamo gli elementi per farlo.

E poi la vicenda del sistema Mastella era molto più complicata.

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200801articoli/29322girata.asp

Nella storia odierna, invece, il caso Di Pietro è a latere dell'inchiesta e non certo il fulcro principale, e non mi sento di mettere a paragone un sistema che imponeva i vertici (probabilmente anche con minacce) ad una telefonata in cui si segnalano alcuni nomi come farebbe chiunque che conosca dei professionisti validi.

Per cui è molto più interessante fare il processo non agli indagati, ma alla stampa.