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lunedì 9 febbraio 2009

In memoria di Eluana

Fonte: MatraBlog


In memoria di Eluana Englaro (Lecco, 25 novembre 1970 – Udine, 9 febbraio 2009).




Notte fonda
Senza luna
E un silenzio che mi consuma
Il tempo passa in fretta
E tutto se ne va...
preda degli eventi e dell'età
Ma questa paura per te non passa mai...

Angelo, prenditi cura di lei
Lei non sa vedere al di la di quello che da
E l'ingenuità è parte di lei...
Che è parte di me

Cosa resta
Del dolore
E di preghiere, se Dio non vuole?
parole vane al vento
Ti accorgi in un momento:
Siamo soli... è questa la realta?
Ed è una paura che... non passa mai

Angelo, prenditi cura di lei
Lei non sa vedere al di la di quello che da
E tutto il dolore
Che grida dal mondo
Diventa un rumore
Che scava, profondo...
Nel silenzio di una lacrima
Lei non sa vedere al di la di quello che da
L'ingenuità è parte di lei...
Che è parte di me.

sabato 3 gennaio 2009

Vittoria di Antonietta Gatti su inquinamento bellico e uranio impoverito

Mi permetto di riportare testualmente il post pubblicato oggi sul blog di Stefano Montanari (i neretti sono miei). Vorrei che a questo genere di notizie fosse dato il risalto più grande, quando su giornali online e su carta non si parla che di gossip, di veline, e di ... stronzate. Porgo i migliori auguri di buon 2009 alla dottoressa Gatti e al dottor Montanari, ringraziandoli per la loro opera che (lo ricordo ancora una volta) viene svolta in un modo o in un altro praticamente sempre a titolo gratuito. Pazienza, arriveranno tempi migliori!

Qualche giorno fa il ministro Ignazio La Russa in una conferenza stampa ha informato di aver stanziato 30 milioni di Euro per risarcire i soldati che si sono ammalati dopo le missioni in zone belliche o in poligoni di terra e per svolgere ricerche nel settore.

Si è ufficialmente riconosciuto che questi soldati sono stati esposti “all’Uranio impoverito ed alle nanoparticelle (…)”. Il ministro della Difesa ha riconosciuto che i soldati si sono ammalati dopo aver subito un’esposizione a quello che io ho chiamato inquinamento bellico.

Il lavoro che ho svolto nelle Commissioni della XIV e XV legislatura insieme ad altri è stato riconosciuto come valido ed è stato accettato il concetto che le esplosioni di bombe ad alta tecnologia (Uranio impoverito ma anche al Tungsteno) creano temperature di combustione molto elevate (> 3.000°C) che aerosolizzano tutta la materia del bersaglio, creando poi polveri di dimensioni anche submicroniche (nano) che possono venire inalate o ingerite con cibo contaminato da questo inquinamento. Gli esperimenti che ho fatto a Baghdad hanno confermato la creazione di nanoparticelle anche dopo l’esplosione di ingenti accumuli di bombe tradizionali.

I soldati e/o le loro famiglie verranno quindi risarciti per queste patologie contratte sul luogo di lavoro. E’ stato poi riconosciuto che anche nei poligoni di tiro ci si può ammalare per le stesse ragioni.

A mio parere i giornali hanno riportato la notizia in maniera frettolosa. Nessun giornalista ha speso qualche parola in più per commentare la notizia e le sue implicazioni. Ciò che hanno fatto il ministro La Russa ed il suo entourage è qualcosa che va ben al di là del mero compenso economico. Ha ridato una dignità a questi soldati, cosa che non ha valore venale.

In pratica si è ammesso che ci sono proiettili invisibili che uccidono anche in modo ritardato e che quindi il soldato che si è ammalato in patria è un eroe al pari di chi è morto in un attentato o colpito da un proiettile in zona operativa. Il nostro governo ha riconosciuto che anche questi ragazzi, morti fra mille sofferenze in un letto d’ospedale, hanno servito il proprio paese in modo esemplare fino all’ultimo e non sono diversi di chi ha lasciato la vita per una bomba o un proiettile in Iraq, in Afghanistan o nei Balcani.

L’inquinamento bellico crea nanopolveri che sono proiettili invisibili e questi non hanno confini. A mio parere, a differenza dei proiettili convenzionali, queste nanoparticelle sono molto democratiche, dato che colpiscono tutti indifferentemente, anche colui che ha buttato le bombe dalla cui combustione queste hanno avuto origine. Ovviamente le nanoparticelle creano un inquinamento ambientale a cui sono esposti anche i civili che vivono nella zona, ma che può influire in modo profondo anche sulla fauna e sulla flora. Si è finalmente ammesso che le patologie sviluppatesi in seguito alle missioni in zone di guerra in soldati che erano risultati idonei dal punto di vista medico non sono solo psicologiche come era stato ipotizzato: da stress.

A questa conclusione sono arrivati anche gli Americani in un rapporto del novembre scorso, le associazioni dei veterani hanno ammesso che lo stress può essere una concausa ma che le patologie sono altro. Primariamente, visto che i reduci della prima Guerra del Golfo accusavano sintomi anche neurologici, i medici avevano pensato che lo stress bellico fosse la causa primaria della sintomatologia. Ora si riconosce che i soldati sono affetti da una diversa patologia che per la sua complessità è stata chiamata sindrome, cioè un insieme di sintomi e segni clinici diversi. La sindrome del Golfo è diversa da quella dei Balcani, ma entrambe possono portare, anche in tempi lunghi, alla morte.

Ho lottato perché venisse riconosciuto questo aspetto della guerra e per dare soprattutto a chi non c’è più (e ne ho conosciuto personalmente tanti) il giusto riconoscimento. Se da una parte il mio impegno è stato riconosciuto e validato da persone autorevoli, dall’altra ci sono persone che stanno demolendo il mio lavoro con la calunnia e la diffamazione. Una tale dottoressa (di tutt’altro settore), che non ha mai esaminato un campione patologico, che non è mai stata al letto di morte di un soldato, che non ha mai consolato una madre che ha perso il figlio, scrive agli editori di riviste scientifiche che hanno accettato i miei lavori dopo parere favorevole dei referee, scrive alla comunità Europea chiedendo di non accettare più i miei articoli, e di chiudere i miei progetti europei che condivido con partner eccellenti europei. Questa scrive a miei amici, a miei parenti, a uffici governativi, mettendo il seme del dubbio sulla validità del mio operato, come se lei fosse la portatrice della verità. Io questa persona non l’ho mai incontrata né ho mai avuto alcun tipo di rapporto con lei, ma come si spiega che questa possiede un mio indirizzario personale? Ci sarà correlazione con lo scassinamento della mia scrivania personale all’Università o con il disinserimento dell’allarme antifurto in laboratorio? Lei sta lì a tavolino, nascosta nel suo studio universitario, nascosta da pseudonimi, ad inveire, calunniare su chi lavora in prima linea, a diffamare chi non conosce e che non le ha mai fatto alcun male. Perché? L’odio, l’astio, l’acredine, la frustrazione che traspare dai suoi scritti, fanno pensare che questa persona sia priva di pietà per chi soffre e muore. I ragazzi non sarebbero mai stati risarciti col lavoro scientifico di questa signorina. Quello che mi spaventa è che questa persona insegna a studenti che devono essere formati. Che cosa insegnerà loro se non l’odio, l’acredine, l’astio? Io preferisco lavorare per costruire un futuro migliore ai nostri figli ed insegnare loro la pietà.

Antonietta Gatti.

Nota in calce:
Pubblico integralmente questo articolo. Ricordo, se non altro per evitare ai soliti personaggi il disturbo d’inventare nuove calunnie, che la dott.ssa Gatti (mia moglie) presta da due legislature la sua opera presso la Commissione che si occupa delle malattie dei militari non solo a titolo gratuito ma a sue (nostre) spese. Chiunque è libero di fare altrettanto. Ricordo pure che, grazie anche al suo lavoro, l'Italia è oggi l'unico paese al mondo a fare tanto. Nessuno chiede una parola di ringraziamento. Sarebbe sufficiente il rispetto.

Stefano Montanari

domenica 28 dicembre 2008

Precisazioni sulla melamina (o melammina)

Cerco di fare un po' di ordine sugli aspetti più tecnici della vicenda "melamina", visto che i media trattano i loro utenti come dei perfetti imbecilli, creando poche idee ma confuse nella testa dei lettori e dei teleradioascoltatori.

Prima di tutto, poichè molti la confondono con la melanina (il pigmento cutaneo che ci fa abbronzare), è bene che si distingua subito: l'argomento del post è la melamina, con la emme, e non fa abbronzare.

La melamina (o melammina o cianurammide) è una molecola eterociclica fortemente azotata (nella figura si possono contare 6 azoti, che rappresentano ben il 66% della massa molecolare) .

La melamina è utilizzata per produrre un particolare tipo di resine termoindurenti, dette appunto résine melamminiche. Questo materiale, come zio Google insegna, serve a produrre un sacco di oggetti molto utili: piatti (vedi figura), scodelle, tabelloni da basket, tavoli da ping-pong, pannelli fonoassorbenti, e tante altre cose (insomma, le solite porcherie plasticacce per cui nel 3008 i nostri pro-pro-pro-nipoti ci malediranno giorno per giorno). E' opportuno precisare che non solo la Cina, ma tutto il mondo industrializzato produce melamina.

Allora dove nasce il problema? Il problema nasce dal fatto che in Cina, qualche tempo fa, alcuni tipi di latte in polvere per neonati avevano dato problemi di marasmo (un tipo di malnutrizione proteica) in certi neonati. Il Governo cinese si imbestialì, e decretò che nel latte in polvere ci doveva essere un certo quantitativo minimo di proteine, per legge.

Ora è risaputo che, quando si analizza un cibo, non si vanno a contare le proteine una per una. In genere si usa il contenuto di azoto come un indice indiretto, abbastanza affidabile, del contenuto proteico di un cibo (visto che i carboidrati e i grassi sono privi di azoto). A certi buontemponi (che esistono in tutto il mondo, non solo in Italia) viene in mente che aggiungendo la melamina (ricchissima di azoto, come abbiamo visto) al latte in polvere, aumenta il contenuto di azoto nel latte e si beffano i NAS che lo interpretano come un latte a buon contenuto proteico.

In realtà non c'è ancora la certezza che sia andata così, visto che esistono molecole meno dispendiose per adulterare i cibi in modo da alterarne il contenuto in azoto (per esempio l'urea). Ma non c'è altra spiegazione ragionevole. Infatti l'altra ipotesi, l'inquinamento accidentale, viene facilmente scartata: si ha quando il recipiente (a base di melamina) si rovina (per reazioni acido-base) contaminando il cibo che contiene: ma un recipiente danneggiato in questa maniera si osserva facilmente, e peraltro è di raro riscontro.

Nei bambini che hanno ingerito questo latte, il problema è derivato dal fatto che la melamina, insieme a proteine, fosfati, acido urico ed acido cianurico (il metabolita della melamina stessa), forma dei calcoli renali di cianurato di melamina, che ostruiscono i tubuli renali dei bimbi e impediscono il deflusso dell'urina, provocando insufficienza renale acuta di tipo ostruttivo (o post-renale, per gli amanti delle classificazioni). Un ulteriore problema è derivato dal fatto che questi calcoli non sono del tutto radiopachi, per cui ai raggi X possono essere male interpretati.

In ogni caso, una volta scoperta l'insufficienza e capita la sua causa, basta trattarla come una normale insufficienza renale ostruttiva, rimuovendo i calcoli e idratando il piccolo paziente. Se necessario, si fa qualche seduta di dialisi. Per questo motivo, dei quasi 300mila bambini cinesi intossicati, solo 50mila sono stati ricoverati, e ne sono morti sei (in questi ultimi, l'insufficienza non era stata prontamente diagnosticata, ma questo dipende non tanto dalla melamina quanto dai medici). Queste cifre provengono dal New England Journal of Medicine.

Questo riduce di molto l'allarmismo generato dai mezzi di comunicazione. Inoltre, come insegna anche WikiPedia, la dose tossica della melamina è comparabile a quella del comune sale da cucina. Per cui il latte in polvere contaminato da melamina non è radioattivo e non causa tumori, come ho sentito dire da pseudoesperti. Diverso è il caso dell'esposizione cronica alle polveri, nelle lavorazioni industriali, ma questo esula dall'oggetto del post.

Infine una considerazione sul dato più inquietante di tutta questa storia: le implicazioni globali, economiche e sanitarie, per cui i destini asiatici sono ormai fortemente intrecciati con quelli americani, africani ed europei. Non esistono più epidemie localizzate: tutto diviene pandemia, dalla SARS alla melamina, dalla mucca pazza al colera. Infatti, la vicenda cinese ha permesso di scoperchiare contaminazioni in tutto il mondo, dagli USA alla provincia di Bari. Il business agroalimentare globale permette una diffusione rapidissima in tutto l'orbe abitato, nel bene come nel male. Questo è l'oggetto di studio dell'ambizioso Foodborne Disease Burden Epidemiology Reference Group, sorto nel 2006 in seno al WHO.


mercoledì 24 dicembre 2008

Bando agli acronimi nella letteratura medica?

"Lo spazio necessario a scrivere per esteso una frase è un prezzo accettabile in cambio della comprensibilità delle ricerche pubblicate"

spiega Allen J. Wilcox del National Institute of Environmental Health Sciences. Come non essere d'accordo con questo signore! (che lancia la sua crociata dalla prestigiosa rivista "Epidemiology").

Fonti:
- il pensiero scientifico editore
- Epidemiology

Auguri di Buon Natale e di un anno nuovo felice e pieno di soddisfazioni!


domenica 21 dicembre 2008

Indagine della SIC sui problemi medico-legali in Chirurgia

La SIC (Società Italiana di Chirurgia) ha promosso un'indagine su quanto pesi il rischio medico-legale sull'attività dei chirurghi italiani. Il risultato è importante e, a mio vedere, scontato e ampiamente negativo. Il risultato è che il 78% dei chirurghi italiani dichiara di aver adottato almeno un comportamento di medicina difensiva durante l'ultimo mese di lavoro. Tra i chirurghi più giovani (32-42 anni) questa percentuale sale al 92%.

Per medicina difensiva si intende che le azioni del medico non sono tanto rivolte a curare il paziente (come buon senso vorrebbe), ma a ridurre la propria esposizione al rischio di finire in tribunale per malpractice. La medicina difensiva può essere
  • positiva: quando il medico fa più di quanto dovrebbe fare (prescrivendo per maggiore sicurezza test diagnostici o terapie del tutto inutili, ad esempio biopsie non giustificate o ricoveri per pazienti facilmente gestibili in ambulatorio);
  • negativa: quando il medico fa meno di quanto dovrebbe fare (evitando di prescrivere test diagnostici o terapie che andrebbero invece prescritte).
Entrambi questi atteggiamenti comportano un danno per il paziente, non solo nel secondo caso (dove è ovvio e intuitivo) ma anche nel primo, perchè la prescrizione di esami e terapie inutili causa una notevole perdita di tempo e di denaro per il paziente, per il medico e per il Sistema Sanitario Nazionale.

Quindi si crea un circolo vizioso che parte da un errore del medico (vero o presunto tale) : danno al paziente → contenzioso medico-legale → medicina difensiva → danno al paziente.

Inoltre, nel contesto della "medicina difensiva negativa" si può inserire il sempre maggiore (e giustificato) disinteresse dei giovani per la chirurgia. E siccome i giovani di oggi sono i maestri del domani, il danno all'intera società è grave.


Mi unisco alle parole del dr. Rocco Bellantone, segretario generale della SIC, che riassumono bene la situazione: è giusto che i medici siano puniti quando sbagliano, ma occorre anche che siano messi nelle condizioni di lavorare serenamente.

Va anche considerato che nel 90% dei casi il medico viene assolto, il che significa perdita di tempo e denaro da parte di tutti: medico, paziente, SSN e Procure.

Leggere anche CyberMed, Repubblica.

giovedì 11 dicembre 2008

ILVA continua a produrre morte, inquinamento e distruzione

Incidente sul lavoro, operaio muore nello stabilimento Ilva di Taranto

TARANTO 11 dic 2008 - Un operaio polacco, Paurovic Zigmontian, di 54 anni, e' morto in un incidente sul lavoro avvenuto la notte scorsa nello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto.

L'uomo era dipendente di una ditta specializzata in montaggi, la Pirson. L'operaio stava smontando alcune parti dell'altoforno 4, un impianto fermo dal mese di luglio per lavori di rifacimento, quando e' stato colpito dal braccio di una gru ed precipitato da un'altezza di 14 metri. L'operaio e' morto sul colpo. Indagini sono state avviate dagli ispettori del lavoro e dai carabinieri.

La procura di Taranto ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo e ha disposto il sequestro dell'impianto in cui e' morto l'operaio polacco Paurovic Zigmontian. Si e' trattato del terzo infortunio mortale all'interno dello stabilimento siderurgico dall'inizio dell'anno e anche in questa occasione la vittima e' un lavoratore dell'appalto.

Fonte: RaiNews24.

Traffico di rifiuti, sequestrate 100mila tonnellate di acciaio e zolfo all'Ilva di Genova

GENOVA 11 dic 2008 - Il presidente del Cda del Gruppo Ilva, Emilio Riva e tre manager dello stabilimento genovese del gruppo, sono stati denunciati dai carabinieri del Noe per stoccaggio illecito di rifiuti.

Nello stabilimento sono state sequestrate 100.000 tonnellate di rifiuti speciali. I carabinieri del Noe sono in azione con arresti e sequestri in tutta Italia per un traffico di rifiuti che interessa diverse regioni: cinque le ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti imprenditori, 36 persone e numerose aziende coinvolte nelle indagini.

Nello stabilimento di Genova in particolare sono state sequestrate 100.000 tonnellate di rifiuti speciali costituiti prevalentemente da polverino d'acciaio e circa 5.000 tonnellate di pasta di zolfo.

Ai quattro manager dell'Ilva si contesta di aver realizzato uno stoccaggio di rifiuti speciali non pericolosi in mancanza delle previste autorizzazioni.

Fonte: RaiNews24.

Diossina, la rivolta dei pastori

TARANTO 11 dic 2008 - "Ve la prendete con i nostri animali. Ma non fate nulla a chi è potente ed inquina la terra e l´aria". Enzo Fornaro ha il viso rigato dalle lacrime, mentre sbraita contro i veterinari ed i funzionari dell´Asl giunti in forze ieri nella sua masseria per portare via il gregge che gli dava da vivere. Lo sguardo gonfio di pianto si perde nel cielo verso le ciminiere della zona industriale di Taranto. Quei colossi che sbuffano fumi e polveri sono vicinissimi al centro abitato. E svettano a meno di un chilometro dalla masseria "Carmine" dove Enzo Fornaro, suo padre, e prima ancora suo nonno, allevano da un centinaio di anni pecore e capre selezionate. Nella loro vita, però, da marzo scorso ha fatto irruzione la diossina di produzione industriale. Il veleno ha contaminato gli animali che ora vanno abbattuti. Dalla masseria dei Fornaro sono stati portati via oltre 500 capi, compresi 107 capretti e 37 agnellini, alcuni nati solo da pochi giorni.

Da oggi alle 6, nel mattatoio di Conversano verranno tutti giustiziati con una scarica elettrica. Poi saranno smaltiti per evitare che quelle carni avvelenate possano finire sulle tavole. "Siamo vittime di un nemico che non ha ancora un volto" - sbotta Enzo Fornaro, mentre consola il padre. "L´unica certezza che abbiamo è che ora siamo disoccupati. La nostra famiglia e quelle dei nostri otto operai sono ridotte sul lastrico. Il risarcimento, quando arriverà, sarà ridicolo e soprattutto non ci restituirà il lavoro e la nostra vita".

Ma la sentenza di morte non si è abbattuta solo sulla masseria "Carmine". I camion per il trasporto degli animali hanno fatto tappa qualche chilometro più su, nella masseria "Nuova" di Cosimo Quaranta. "Sono venuti scortati dalla Polizia ed hanno caricato il mio gregge" - racconta Quaranta, che per presenziare all´odioso rito di ieri mattina ha dovuto persino rinunciare ad assistere al funerale di un familiare. Dal suo ovile sono stati prelevati 340 capi, tutti destinati ad essere abbattuti. "Mi hanno tolto la vita e sto provando un dolore immenso. Togliere gli animali ad un allevatore - dice - è come ucciderlo".


Nella masseria vive con la moglie. Erano una famiglia tranquilla, ma ora hanno perso il sonno perché non sanno più come sbarcare il lunario. "Abbiamo scelto questa vita perché ci piace la campagna" - racconta Quaranta con un pizzico di commozione. "Non abbiamo mai cercato la ricchezza, ma solo la serenità che avevamo e che ci hanno rubato. Oggi ci sentiamo abbandonati e vittime due volte, perché qualcuno ha avvelenato le nostre vite e a pagare sono solo gli animali e noi con il lavoro". Altre 140 pecore da abbattere a causa della contaminazione da diossina sono state rastrellate dagli ispettori dell´Asl nella Masseria "Gerantella", situata proprio sul confine tra il territorio di Taranto e quello del comune di Statte. Qui lavorava il pastore Giuseppe Sperti che aveva il compito di gestire la piccola azienda di proprietà di un allevatore.

"Non è possibile descrivere quello che provo in questo momento" - sussurra Sperti, costretto a chiudere i battenti dopo ventisei anni di attività. "Non ho più un lavoro e da domani mi tocca trovare un´altra occupazione. Non posso neanche ricreare il gregge perché sino a quando non verrà eliminata la fonte inquinante. Rischierei soltanto di lavorare per poi vedermi ammazzare le pecore una ad una". Oggi, intanto, come gli altri allevatori vittime della mattanza dovuta alla diossina, si alzerà comunque all´alba. Ma non per condurre il gregge al pascolo. Saliranno tutti in macchina e si recheranno a Conversano. L´ultimo dolore sarà quello assistere al massacro dei loro animali.

Fonte: La Repubblica - Bari.

mercoledì 3 dicembre 2008

Serve la letteratura ai medici?

[...] Fa presente la necessità, per alcuni mestieri (e soprattutto i medici) di includere la letteratura nei loro studi. Un rapporto mostra che l'esposizione di medici specializzandi all'influenza dei grandi testi di prosa possa a lungo andare modificare la loro analisi clinica; raccomanda di far loro scrivere dei racconti, dei saggi brevi e delle poesie.

I teorici di questa pratica la chiamano "narrative medicine". Anton Cechov spinse così lontano questo discorso da abbandonare la medicina per la letteratura. Senza arrivare a questi eccessi, essi stimano che l'educazione letteraria dei giovani medici ne sviluppi l'istinto di compassione. La loro competenza tecnica guadagna in empatia [...] rendendoli più inclini a comprendere, dunque a condividere, il punto di vista e le ansie dei loro pazienti.

In particolare la lettura delle opere di Tolstoj e Virginia Woolf [...] sono particolarmente utili, soprattutto durante la specializzazione. Tanto che il "Saint Barnabas Medical Center" di Livingston (NJ), ha reso obbligatoria questa pratica: gli studenti di chirurgia dell'Università Vanderbilt e i futuri ginecologi devono passare attraverso i classici della letteratura.

Fonti:
- passouline.blog
- article du New York Times

Merci à Benjamin (Benstein)

venerdì 21 novembre 2008

Italia dall'Estero

In pieno dibattito sulla dignitosa morte per il drammatico caso di Eluana Englaro, la Sicilia ha contribuito ieri con una buona dose di relativismo, se non morale, almeno burocratico. La Guardia di Finanza ha scoperto nell’Isola una truffa di grandi dimensioni che coinvolge decine di medici di famiglia: 51.287 pazienti che erano morti, in alcuni casi da 20 anni, continuavano a vivere da un punto di vista legale, ed i loro medici continuavano a percepire il loro compenso mensile dal Sistema Sanitario Nazionale.

Continua su Italiadallestero.

martedì 18 novembre 2008

Marco Travaglio su Eluana

Io non ho nessuna posizione su questa storia, e non invidio nemmeno chi ha una posizione in merito, perché penso che chi si stia pronunciando, lo stia facendo abusando. La sguaiataggine con cui si trattano fatti così delicati che riguardano la coscienza delle persone, al massimo estesa alla coscienza dei medici, è veramente un segno della cafonaggine e della barbarie nel periodo nel quale viviamo.

[...]

Penso che su casi come questi bisognerebbe evitare intanto di dire sciocchezze, tipo che la magistratura ha istituito l'eutanasia in Italia. L'eutanasia significa fare un'iniezione avvelenata a una persona. Non significa smettere di mantenerla in vita artificialmente. E nello stesso tempo bisognerebbe avere un po' di pudore quando si parla di queste cose. Bisognerebbe muoversi con circospezione, in punta di piedi e se proprio bisogna parlare bisogna informarsi molto bene e domandarsi chi sono io, per dire delle cose così pesanti su un caso drammatico. E poi farlo sottovoce o meglio ancora stare zitti.


martedì 21 ottobre 2008

ILVA diossina e tumori

Non è più possibile andare avanti così.

Nel 2005, a "S." di Taranto, un bambino di 10 anni, fu diagnosticato un adenocarcinoma del rinofaringe, un tumore maligno, molto grave, che di solito colpisce i forti fumatori, non i bambini. Nella letteratura medica oncologica non esistono casi simili. Direte, "perchè"?
  • Taranto è la città più inquinata dell'Europa Occidentale
  • Taranto è nella triade delle città più inquinate al mondo per emissioni industriali, con la cinese Linfen e la romena Copša Miça
  • L'inquinamento di Taranto viene per il 7% dai cittadini, e per il 93% dal polo industriale: dati che provengono dall'INES (Inventario nazionale delle emissioni e loro sorgenti)
  • A Taranto si produce il 92% della diossina italiana e quasi il 9% della diossina europea.
  • La diossina causa leucemie, mielomi, linfomi, e altri tumori
  • ILVA da sola emette nell´aria il 10% di tutto l´ossido di carbonio prodotto in Europa
ILVA evade l'ICI da ormai 13 anni. Ma paradossalmente, dal canto suo, l'azienda è in regola con le emissioni di diossina, pur superando di gran lunga la quantità emessa a Seveso negli anni 70. Già, perchè mentre il limite europeo di emissioni è di 0,4 nanogrammi per metro cubo, in Italia è di 100 nanogrammi. Pensare che in Germania è di 0,1 nanogrammi, quindi mille volte meno. Questo escamotage permette al polo industriale di fatturare ogni anno più del precedente.


  • 180 caduti sul lavoro
  • 8mila invalidi
  • 10 o forse 20mila (dipende dalle stime) morti di cancro e leucemie
  • Tre mamme che allattano i figli con latte contaminato dalla diossina
  • Cinque adulti che scoprono di avere il livello di contaminazione da diossina più alto del mondo
  • 1.200 pecore e capre da abbattere
  • Un bambino di 13 anni con il cancro del rinofaringe
E' un tributo troppo alto da pagare. Il problema è che questi dati sono incredibilmente in aumento.

E' vero che il presidente Vendola ha deciso di fare la voce grossa con il gruppo di Emilio Riva. Ma si sta perdendo tempo prezioso. I mesi passano.

Ultimamente però il TAR Puglia sezione di Lecce ha dato ragione al Comitato "Taranto futura" sull'ipotesi di un referendum consultivo sulla vicenda ILVA, e ha imposto al Comune di Taranto di organizzarlo entro 90 giorni. Fonte. Staremo a vedere.

* Rapporto INES 2006
* Sito dell'INES
* C'è una Seveso in Puglia e si chiama Taranto

venerdì 5 settembre 2008

Borgonovo e la SLA

Alla fine degli anni '80 ero un bambinello che faceva la raccolta delle figurine. Roberto Baggio e Stefano Borgonovo scrivevano pagine storiche guidando l'attacco della Fiorentina. La notizia è che Borgonovo è ammalato di Sclerosi Laterale Amiotrofica, da diverso tempo. La famiglia ha voluto mantenere a lungo il silenzio fino a qualche giorno fa.

Dopo un attimo di smarrimento, a mente lucida la prima cosa che viene da pensare è "ecco, un altro calciatore". Sebbene Borgonovo, intervistato, abbia dichiarato "mi rifiuto di pensare che sia una malattia del calcio" (e bisogna dargli ragione perchè può colpire chiunque, dai contrabbassisti ai fisici teorici) l'incidenza di questo terribile morbo nei calciatori è 10 volte più alta rispetto alla media, e l'elenco dei calciatori colpiti è semplicemente impressionante.

Ma ancora più impressionante è che le ragioni di questo sono completamente sconosciute, l'eziopatogenesi della malattia è ignota, per cui non esiste una cura adeguata.

Riporto il comunicato della AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) riguardo la giornata nazionale per la SLA (qui il volantino in .pdf) in programma per il 21 settembre.

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E' quasi tutto pronto per la prima edizione della Giornata Nazionale per la Sla organizzata dall'Aisla ed in programma il prossimo 21 settembre. Un evento che ha molteplici significati.

Primo di tutto, ricordare il "sit in" che il 18 settembre del 2006 ebbe come protagonisti alcuni malati di Sla ed i loro famigliari riunitisi a Roma davanti al Ministero della Salute per portare all'attenzione delle massime autorità dello Stato questioni fondamentali come la disomogeneità dei trattamenti assistenziali, l’insufficienza delle prestazioni di assistenza domiciliare, le difficoltà di accesso alle sperimentazioni cliniche in corso e ai farmaci per uso compassionevole, l’eccesso di burocrazia e dai tempi lunghi per ottenere il riconoscimento di invalidità, le necessità di riconoscere piena validità ai piani terapeutici sottoscritti dagli specialisti e di dar corso a una strategia più efficace sul terreno della ricerca di base e finalizzata

A distanza di due anni, durante i quali si è già compiuto qualche passo avanti in queuste direzioni, è necessario rinnovare l'attenzione di Istituzioni ed opinione pubbica nei confronti dei bisogni degli ammalati di Sla e dei loro famigliari per garantire loro, in modo concreto, assistenza e presa in carico volte ad un migliorarmento costante della qualità della vita.

Soprattutto, però, il desiderio e la speranza di tutti noi sono quelli di trovare al più presto una terapia efficace per guarire la Sla. Ecco perchè la prima Giornata Nazionale per la Sla vuole essere l'occasione per stimolare in maniera decisiva la ricerca scientifica attraverso investimenti mirati.

Per raggiungere questo ambizioso traguardo, Aisla ha pensato di raccogliere fondi con due semplici iniziative a cui tutti possono aderire:

1 - Da lunedì 15 a domenica 21 settembre sarà sufficiente inviare un sms del valore di un euro o effettuare una chiamata da rete fissa Telecom Italia del valore di 2 euro al numero 48589. Aderiscono all’iniziativa gli operatori Tim, Vodafone, Wind, “3”e Telecom Italia.


2 - Domenica 21 settembre, invece, oltre 100 volontari delle varie Sezioni Provinciali e Regionali dell’Aisla allestiranno stand in circa 40 piazze italiane per distribuire materiale informativo sulla Sla e dare vita all’iniziativa “Quello buono…sostiene la ricerca” sostenuta dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura e dalla Provincia di Asti, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e dal Consorzio Tutela Vini di Asti e del Monferrato.

Con un contributo minimo di 10 euro sarà possibile aggiudicarsi una delle 6.000 bottiglie di pregiato Barbera d’Asti DOCG create per l’occasione in Edizione Limitata.

“Buono” è infatti sia colui che si rende protagonista di un gesto solidale sia un vino di alta qualità come il pregiato Barbera d’Asti DOCG se consumato in modo responsabile.

Tutti i fondi raccolti verranno destinati al finanziamento del progetto di ricerca “Studio pre-clinico finalizzato all’identificazione di trattamenti farmacologici combinati in grado di rallentare la progressione della malattia nei pazienti affetti dal Sclerosi Laterale Amiotrofica”.

Bastano due semplici gesti e pochi minuti per cambiare la vita dei malati di SLA!

AIUTACI ANCHE TU!

sabato 5 luglio 2008

Centesimo post


Festeggiamo con un revival paperoniano.

venerdì 13 giugno 2008

La Pseudomonas e l'epidemia di latinorum

Pseudomonas aeruginosa è un pericoloso Gram negativo che attacca soprattutto in maniera opportunista, creando delle vere e proprie epidemie nosocomiali.

Non capisco perchè, da qualche tempo è invalso l'uso di dire LO pseudomonas (non solo nell'uso parlato ma anche in molti libri di testo) quando in latino una regoletta banale impone la concordanza di genere tra il sostantivo e l'aggettivo. Essendo dunque aeruginosA, bisogna che si dica LA pseudomonas, e se qualcuno storce il muso ricordategli che il latino non è un'opinione.


lunedì 19 maggio 2008

Il diritto all'istruzione made in Uniba

Una associazione di studenti ha organizzato "un corso di suture" in collaborazione col primario della Chirurgia Plastica. Si paga 9 euro, per gli studenti di medicina dal 4° anni in su, ed è aperto ai primi 30 studenti che si andranno ad iscrivere. Riporto un mio commento inviato alla mailing list degli studenti.

Ciao a tutta la mailing list. Premetto che non è mia intenzione fare polemiche o innescare discussioni infinite. Soprattutto non voglio fare polemiche contro il SISM. Anzi plaudo alla ottima iniziativa del SISM.

Però questi corsi a pagamento e a numero chiuso, all'interno di un corso di laurea che è già a pagamento e a numero chiuso, mi danno un po' da pensare: io credevo (quando ero piccolo) che una volta superati i test d'ingresso, e pagate le tasse di iscrizione, mi si sarebbe spianata innanzi la strada del Sapere e del Saper Fare: "a questo dovrebbe servire una Università" (cit.). Invece ho scoperto che per imparare il BLS (che imparai per fortuna al tempo della scuola media, mediante un corso organizzato dall'istituto, in modo del tutto gratuito) devo pagare. Poi scopro che per imparare a fare una sutura (che per fortuna imparai al tempo dell'erasmus in quel mitico bloc opératoire e in quella mitica sala settoria, in modo del tutto gratuito) devo pagare. Lo so, si tratta di 9 euro, addirittura 2 se sei già iscritto al SISM. Ma anche se fossero 2 centesimi, mi darebbe fastidio il principio in base al quale devo pagare per ottenere un servizio che dovrebbe essermi già offerto dall'Università.

Ma ad infastidirmi non è, ovviamente, il pagare 1 euro o 80 euro per una cosa che mi spetta di diritto. Al mondo c'è di peggio: pensiamo ai Napoletani che continuano a pagare la tassa sui rifiuti, o tutti gli italiani che sono obbligati a riempirsi le auto con fardelli di acqua minerale del discount perchè quella del rubinetto è gialla (contiene mercurio, cadmio e piombo, e anche il rame se le tubature sono un po' rètro). Eppure l'acqua dovrebbe essere un diritto acquisito da millenni.

Ciò che mi dà più fastidio è il fatto che il Sapere ed il Saper fare non solo non sono aperti a tutti (il diritto universale all'istruzione è una pura utopia), ma non sono aperti neanche a tutti coloro cui dovrebbero essere aperti, in quanto TUTTI gli studenti di medicina HANNO diritto ad imparare GRATIS a fare le suture. E al culmine dello sfacelo, mi lascia realmente basito il parametro (italiano DOP) con cui questo diritto viene categoricamente stabilito: chi arriva prima.Che si commenta da sè.

Ripeto: non è colpa del SISM. L'alternativa al SISM è la storica "spallina" del Musajo!
Ma diceva un tale con i capelli lunghi, duemila anni fa, che l'albero si riconosce dai frutti. E quando l'albero è marcio dalle radici, hai voglia Beppe Grillo a gridare nelle piazze...

domenica 27 aprile 2008

Italiani incivili! Un medico chiede danni allo Stato

Un chirurgo dell'ospedale "San Luca" di Vallo della Lucania (Cilento), Vincenzo Barlotti, ha chiesto allo Stato italiano, alla Regione Campania e al comune di Capaccio un indennizzo di 2 milioni di euro per "l'alta sofferenza, il disordine e il degrado in cui sono costretto a vivere".
Lo scopo del medico 49enne é quello di impiegare questo risarcimento milionario per rifarsi una vita quanto più lontano possibile "dal caos e dall'inciviltà di questa nostra povera Italia": precisamente in Svezia. Secondo Barlotti "l'Italia vive il momento più difficile della sua storia recente. Colpa del degrado morale che coinvolge classe dirigente e cittadini. La fuga da questo Paese è, al momento, l'unica via d'uscita percorribile". Fuga che dovrebbe essere a spese del "nostro ingrato Paese".

L'iniziativa del chirurgo (mezza provocatoria e mezza seria) ha avuto il consenso del presidente dell'ordine Amedeo Bianco: "Un atto provocatorio che riflette, però, un malessere diffuso nella classe medica".

Fonti: Ansa, Comincialitalia

Faccio un grosso in bocca al lupo a questo coraggioso collega.

martedì 1 maggio 2007

Zampa del pollo

Mentre mangiavo la coscia di pollo bollita, aspettavo che si caricasse Porta a Porta. Finita la carne, mi sono gingillato con i resti. Ho ripulito ben bene tutti i tendini, le capsule e i legamenti, finchè ne sono risultati il singolo femore e la singola tibia (ho eliminato anche il perone, che non serve a niente). Sono rimasto lì a contemplarli, mentre per fortuna Vespa non si caricava. E' interessante soprattutto la differenza tattile tra l'osso vero e proprio che è più secco e rugoso, e le superfici articolari che sono più umidicce e lisce. Carina anche la forma dei condili femorali.
Per il resto la morfologia macroscopica di entrambe le ossa è completamente diversa da quella umana. In particolare, mi ha colpito la tibia che è più lunga del femore. La prossima volta magari lo faccio sul pollo crudo (tanto da Norma costa poco): sicuramente darà più soddisfazione... di una ennesima puntata sul delitto di Cogne.

PS: chissà che non vada a vedere prima o poi il solo e unico uomo-pollo della storia. E' conservato in un museo di una piccola cittadina tedesca.